#DISTANTIMAUNITI: mister Gelmetti e le sue Under 15

Verona – Tutte le giovani calciatrici del Settore Giovanile gialloblù sono a casa in questi giorni, #IORESTOACASA cede il passo a #DISTANTIMAUNITI se si parla di una squadra. Si può continuare ad allenarsi, anche fra le mura domestiche, seguendo i consigli dei propri allenatori. I mister che, approfittando di questa sosta forzata, hanno il tempo per studiare e preparare al meglio la ripresa dell’attività, tracciando la linea del lavoro fin qui compiuto. Per la formazione Under 15 le parole dell’allenatore Mirko Gelmetti.

Come sta andando la stagione?
«Direi oltre le aspettative dell’agosto scorso. Sapevo che potevamo aver di fronte un gruppo ‘mescolato’, con ragazze provenienti da diverse realtà e sicuramente anche di diverso livello, ma già dopo alcuni giorni di lavoro in loro ho trovato tantissima voglia di imparare e di crescere. Con questo approccio hanno sempre messo in gioco la loro miglior parte, arrivando dunque ad apprendere con grandissima rapidità: oggi infatti, guardando indietro, io e Sabina (la vice allenatrice, ndr) vediamo davvero dei progressi notevoli. Non me lo aspettavo, ma anche quest’anno stiamo lottando per il passaggio del turno».

Cosa c’è ancora da migliorare?
«Sicuramente c’è sempre qualcosa, a partire dalla propria persona e quindi sull’atteggiamento con se stessi, con gli altri, con le compagne, con lo staff, con l’allenatore, con la dirigenza o con i genitori. Sembra una cavolata dire ‘Io gioco a calcio’, ma essere agonista e portare con sé il simbolo dell’Hellas Verona è una grossa responsabilità e le ragazze devono sempre esserne consapevoli. Ora stiamo lavorando molto sulla persona, nel tentativo di offrire loro l’ambiente migliore per esprimere le loro caratteristiche e la loro personalità».

L’aspetto più soddisfacente?
«Penso il fatto di constatare che davanti a noi abbiamo un gruppo strepitoso, c’è un’unione che non è comune, con i ruoli dei leader all’interno del gruppo che si muovono quasi alla perfezione, in modo sorprendente per delle ragazze di quindici anni. Diciamo che siamo arrivati alla fiducia, da parte mia e di Sabina, riuscendo a essere chiari e trasparenti nel dire ciò che volevamo da loro e creando un nostro ambiente, dove ogni giorno la squadra ci mostra che ha voglia di fare qualcosa in più. Questo per gli allenatori è linfa vitale».

Le caratteristiche del gruppo Under 15?
«Queste sono ragazze toste, che non mollano neanche un pallone e se hanno male non si lamentano. Sono anche meticolose e recepiscono sempre i feedback che noi diamo a loro, questo le porta a essere testarde nel provare e riprovare le cose che noi consigliamo a loro: è una cosa positiva ma da gestire. Sono responsabili, quando vogliono, come tutti i ragazzi e le ragazze di quell’età. Volenterose, perché non ho ricordi vedere qualcuna che viene al campo senza voglia, anzi non vorrebbero mai andare via alla fine dell’allenamento. Devo quasi mandarle via. Infine, sono vere amanti del calcio».

L’insegnamento più importante da trasmettere alle ragazze?
«A me piace il concetto di ‘progressione’, lo porto sempre con me in tutti i contesti in cui opero o lavoro. Lavorare prima sulla persona, sulle life skills e i valori personali, coltivati ci aiutano a capire ciò che vogliamo fare. Come secondo gradino inserirei la parte dell’atleta: imparare il ‘sapersi allenare’ per arrivare a ‘saper competere’. Noi ora siamo ancora nella prima fase, infatti le ragazze si stanno avvicinando pian piano al comportamento migliore da tenere prima di un allenamento, dopo e durante la loro quotidianità, anche per esempio sul modo di recuperare dopo una seduta intensa. L’ultimo gradino è la parte del ‘giocatore’, per essere tale devi avere alle spalle un bagaglio da ‘atleta’ e anche da ‘persona’».

La cosa che ripeti sempre, a loro, prima di ogni partita?
«È una frase che mi piace molto, ‘Ragazze ci vuole coraggio’: il coraggio di commettere errori, scegliere e poi riprovarci. Riprovarci fino a quando non ci penserai più, e sarai semplicemente la miglior versione di te stesso».

Quanti allenamenti stai preparando in questo periodo di stop?
«In questi giorni non stacco gli occhi dal telefono. Sto preparando una miriade di allenamenti, anche perché credo che non saranno in molte quelle che riusciranno a utilizzare il pallone nel contesto di casa. Ho affidato loro un programma standardizzato durante gli ultimi allenamenti fatti, appunto nel caso ci fosse stata una interruzione. È un allenamento fisico e sono felice che tutte mi inviino i loro feedback, mi chiedano cosa devono fare se hanno delle perplessità su degli esercizi o mi chiedano consigli. Ne sta venendo fuori un bel lavoro, anche perché è un modo per mettere in pratica la loro creatività e condividerla con me e con Sabina. A volte mi faccio anche delle belle risate».

La vittoria più bella finora?
«Sicuramente è stata quella con il Vicenza per 1-0: siamo rimaste una in meno, ma comunque l’abbiamo svoltata all’ultimo tempo (il terzo, ndr). Un’incursione di Anna Benini nei minuti finali. Lì è emersa la magia del gruppo, la forza che contraddistingue un gruppo unito. Abbiamo avuto una bellissima esperienza, quest’anno, anche al torneo Stella Stellina: ci ha permesso di riflettere molto e in pochissimo tempo abbiamo ribaltato la delusione accumulata, per come fosse andato quell’appuntamento, in una reazione importante».

Obiettivi da qui a fine stagione?
«Quello iniziale era di dare più opportunità possibili alle ragazze di crescere, mettersi in gioco e sperimentare. È una fase calcistica transitoria, l’anno prossimo inizieranno a giocare a 11 e, più riusciamo a farne arrivare di ‘pronte’, in Under 17 o in Primavera, meglio è. Con quest’annata finisce la parte più ‘didattica’, in cui le ragazze devono apprendere tanto, e subentra la parte ‘agonistica’, in cui anche il risultato avrà buona importanza nel progetto. Poi, se riusciamo ad arrivare alle fasi finali e ancora più avanti ben venga, con grande spirito da parte delle ragazze».

Un saluto alle sue gialloblù in questo momento in cui non vi potete vedere?
«Mando un caloroso saluto a tutte quante, alle loro famiglie e a tutti i membri dei nostri staff. Anche se siamo lontani, in realtà siamo vicini e fortunatamente, oggi, esiste la tecnologia e possiamo tenerci in contatto costantemente. Mi raccomando, non smettete di allenarvi e, soprattutto, guardate sempre oltre: FORZA!».