#DISTANTIMAUNITI: tre eroi per le Pulcine gialloblù

Verona – Tutte le giovani calciatrici del Settore Giovanile gialloblù sono a casa in questi giorni, #IORESTOACASA cede il passo a #DISTANTIMAUNITI se si parla di una squadra. Si può continuare ad allenarsi, anche fra le mura domestiche, seguendo i consigli dei propri allenatori. I mister che, approfittando di questa sosta forzata, hanno il tempo per studiare e preparare al meglio la ripresa dell’attività, tracciando la linea del lavoro fin qui compiuto. Per la giovanissima formazione delle Pulcine le parole dell’allenatore Stefano Ghidotti, dell’allenatrice Federica Chinello e della collaboratrice Giorgia Tiberio.


STEFANO GHIDOTTI

Mister Stefano, come procede la stagione delle piccole calciatrici gialloblù, al di là di questa ‘pausa’ obbligata?
«La stagione sta procedendo nel migliore dei modi e credo di poter dire, a nome di tutto lo staff, di essere molto soddisfatto del percorso che intrapreso. Per molti settembre ha rappresentato l’inizio di una nuova avventura, in primis lo è stato per me, che mi sono affacciato al mondo del calcio femminile, ma sicuramente lo è stato anche per molte giovani gialloblù, che per la prima volta si sono avvicinate a questo sport. Tale novità ha portato, fin da subito, un grande entusiasmo ed una grande voglia di divertirsi ed imparare, senza paura di mettersi in gioco. Questa atmosfera è stata e continua ad essere la marcia in più del nostro gruppo, ci consente di fare grandi passi avanti. La sospensione ‘obbligata’ di questi giorni deve essere colta come possibilità di programmare al meglio l’ultima parte di stagione e di prendere consapevolezza del nostro percorso, così da ripartire al più presto verso i nostri obiettivi».

Quali sono gli obiettivi primari per una stagione con la squadra delle pulcine? Divertimento e…?
«Per una squadra di Pulcine sicuramente il primo obiettivo da perseguire è il divertimento in tutte le sue sfumature. Giocare a calcio, riuscire a segnare un gol o fare una bella parata, incontrare le proprie compagne e instaurare relazione felici e positive con gli allenatori e le allenatrici. Altro obiettivo è quello di creare un gruppo coeso e motivato, capace di gioire insieme, di farsi forza nei momenti meno felici e capace di comprendere e risolvere le difficoltà anche di un solo membro. Lavorando con giovanissimi calciatrici, a noi mister spetta anche la responsabilità di trasmettere la passione per lo sport, passione che potrà accompagnarle per molto tempo. Ovviamente anche gli obiettivi tecnici e coordinativi giocano un ruolo molto importante all’interno della stagione, ma il ruolo di educatore è principale rispetto a quello di allenatore».

Durante questo stop forzato hai dato dei consigli alle tue ragazze su come affrontare le giornate, anche con dei semplici esercizi ad esempio?
«La sospensione delle attività, purtroppo, non mi ha permesso di parlare e confrontarmi direttamente con loro. Purtroppo questa situazione limita la loro voglia di uscire e di giocare, ma sono sicuro che questo periodo sarà in grado di dimostrarci come le più piccole siano in grado di trovare mille modi per inseguire la loro passione. Inoltre, non dobbiamo dimenticarci che il gioco del calcio è il più bello e semplice del mondo, anche perché basta un pallone per dare il via ad un divertimento assicurato».

Quanto ti manca allenarle e stare con loro?
«Certamente, allenare mi manca molto! Ma con allenare, in questo caso, intendo ‘vivere’ il campo con loro: vederle esultare per un gol fatto o arrabbiarsi per un gol sbagliato, giocare insieme nei dieci minuti prima dell’allenamento, raccontarci l’accaduto della giornata nel cerchio di squadra e batterci il cinque per salutarci all’uscita. Questo è sicuramente quello che mi manca di più e per questo non vedo l’ora di tornare a divertirci!».

Quale saluto mandi alle “tue” ragazze?
«Alle ragazze mando il messaggio, che, sicuramente, molto presto ritorneremo a rincorrere tutti insieme il nostro amico pallone. Nel frattempo è necessario ascoltare i genitori, portare pazienza e portarsi avanti con i compiti, così da poter giocare di più quando tutto sarà passato. Al motto di questi giorni “andrà tutto bene!” invito le ragazze ad aggiungere il nostro “1, 2, 3 … Hellas Verona Alé !!!”».

 

FEDERICA CHINELLO

Ciao Federica. In merito al tuo ruolo, qual è l’aspetto fondamentale da trasmettere a queste ragazze che, così giovani, si cimentano nel mondo del calcio giocato?
«Ci sono due principali aspetti che cerco di trasmettere alla ragazze. Il primo è, senza alcun dubbio, che a questa età devono pensare prima di tutto a divertirsi. Il secondo, infine, è che non ci sono né ragazze forti né deboli, ma che tutte devono imparare crescere ed aiutarsi tra di loro».

Quanta dedizione, impegno e voglia mostrano le piccole calciatrici durante le sedute di allenamento?
«Le nostre Pulcine sono piene di passione, entusiasmo ed amore verso il calcio: questo è il fattore fondamentale per il loro presente e futuro per diventare delle calciatrici ‘modello’. Entrando nel dettaglio, durante le sedute di allenamento cerchiamo sempre di fare esercizi e giochi dinamici divertenti in modo da tenerle sempre attive perché sappiamo che in quell’età la concentrazione si abbassa abbastanza velocemente».

Secondo te si sta formando un bel gruppo e una bella sintonia tra le piccole gialloblù? Quali sono le maggiori soddisfazioni che ti danno?
«Da inizio settembre a oggi ho visto moltissimi miglioramenti da parte di tutte sotto ogni aspetto: calcistico, tecnico-tattico, comportamentale e umano. Inoltre, avendo giocato a calcio per tantissimi anni, ho imparato che il gruppo unito e lo spogliatoio fanno vincere le partite rispetto all’avere in squadra dei singoli campioni: è per questo motivo che cerco di far capire loro, in ogni allenamento, quanto sia importante questo aspetto».

Quale saluto mandi alle “tue” ragazze?
«Mando un forte abbraccio a tutte, nella speranza di vederci il prima possibile e tornare più cariche di prima per finire in bellezza la nostra stagione».

 

GIORGIA TIBERIO

Ciao Giorgia, innanzitutto voglio chiederti in che cosa consiste il tuo supporto ai mister Stefano e Federica?
«Essendo entrata solamente a gennaio a far parte di questo gruppo, inizialmente il mio ruolo di supporto consisteva nella gestione degli esercizi proposti dai mister. Dopo un paio di settimane dall’inizio della mia esperienza tra noi allenatori è nata un’ottima armonia e collaborazione, a partire dall’organizzazione del lavoro sul campo, frutto di un continuo e collettivo confronto positivo».

Il tuo ruolo è un po’ la “sorella maggiore” dato che, anche tu come loro, hai iniziato piccolissima?
«Sì, mi sento una ‘sorella maggiore’ per loro sotto diversi punti di vista, come l’aspetto calcistico e umano. Io, come molte di loro, ho iniziato a giocare a calcio presto, nella squadra dei ‘piccoli amici’ del mio paese, all’età di cinque anni ed ero l’unica bimba. Ho giocato per molto tempo nel campionato maschile, prima di approdare nel mondo del calcio femminile. Voglio insegnare loro a inseguire i propri sogni e, sopratutto, credere nelle proprie capacità».

Quali emozioni nel vederle giocare e… le loro curiosità?
«Vederle giocare mi trasmette veramente tantissime emozioni e fa crescere in me ancor di più la passione che nutro da sempre per questo sport. In particolare, mi trasmettono molta gioia perché giocano spensierate, con l’obiettivo di divertirsi e, se arriva la vittoria, la felicità raddoppia. Mi chiedono dove ho giocato, mi chiedono se posso aiutarle a imparare delle tecniche specifiche, come ad esempio calciare una palla in ‘controbalzo’, al volo, a fare il ‘giro del mondo’ e mi chiedono consigli su alcuni atteggiamenti da mantenere in campo».