Nazionali / Nichele: «Un orgoglio, voglio contribuire. 5 convocate dell’Hellas? Il club lavora bene», Di Filippo: «Felice per loro, Verona e staff»

Verona – Elena Nichele è tornata sulla lista delle convocate del commissario dell’Italia Under 19. Era successo poco più di un mese fa in occasione del torneo di La Manga, ma una frattura a una falange l’aveva costretta a dare forfait, ora invece in azzurro ci torna davvero e non accadeva dal luglio 2018. Enrico Maria Sbardella ha convocato infatti 5 calciatrici gialloblù per la missione della Fase élite della qualificazione agli Europei Under 19. Quattro squadre in un girone e un solo posto: Italia, Svezia, Inghilterra e Turchia. Prima però le ragazze dell’Hellas dovranno convincere il tecnico al raduno di Tirrenia, così Forcinella, Meneghini, Bardin, Nichele e Baldi potranno sperare di rientrare nella lista UEFA delle 20 che andranno in terra inglese per la Fase decisiva di questa qualificazione. E se per le prime tre si tratta dell’ennesima riconferma di un percorso che da inizio stagione le vede protagoniste con la Nazionale delle più giovani, se per Baldi è una nuova iniezione di fiducia dopo il gol con vittoria sull’Islanda a La Manga, per Elena Nichele è invece un ritorno importante che ha commentato così al quotidino L’Arena:

«Vestire la maglia azzurra mi dà orgoglio. Non è la prima volta ma le sensazioni sono sempre molto belle. Cercherò di aiutare la squadra e cercherò di dimostrare che in questi mesi sono maturata sotto l’aspetto mentale e quindi posso dare il mio contributo. Condividere la maglia azzurra con così tante compagne di squadra significa che l’Hellas Verona sta lavorando bene e punta molto sulle giovani».

Ha parlato a L’Arena di questa ampia convocazione per l’Hellas Verona anche l’allenatrice Sara Di Filippo: «È un orgoglio per il Verona e per il lavoro che tutto lo staff ha fatto con questo gruppo. Avere così tante giovani in rosa dimostra una scelta ben precisa, con tutti i rischi che ne conseguono. Poca esperienza, errori o fasi alterne come è giusto che sia: è un lavoro difficile per cui ci vuole pazienza, ma viene riconosciuto da queste convocazioni».