Verona contro Bari: come quando c’era Mimma Fazio

Ha viaggiato tantissimo in tutta Italia, per quindici anni in Serie A, per seguire il suo sogno iniziato, quasi per caso, quando a 17 anni si propose di andare a difendere i pali della porta perché in passato aveva giocato a pallavolo. “L’ho tolta dall’incrocio dei pali, da quel momento sono diventata un portiere”. Tra gli estremi difensori più presenti della recente storia del Calcio Femminile italiano, un’esperienza iniziata al Gravina di Catania, con il Bardolino che è stata la sua prima squadra lontana dalla Sicilia. Oggi portiere della Res Women, racconta della sua carriera e dei trascorsi con Bardolino e Pink Bari, perché sabato c’è Verona contro Bari… come quando c’era Mimma Fazio

 

Il Bardolino la prima esperienza lontana dalla Sicilia?

“Bardolino è stata la prima volta che sono andata via dalla mia terra per giocare a calcio. Ho scelto di inseguire il mio sogno, cercando maggiori possibilità e pensando che sarebbe stato più bello rispetto alla Sicilia, dove il calcio femminile era molto indietro. Non è stata una grande esperienza, perché purtroppo all’epoca le difficoltà economiche erano ovunque, nella maggior parte delle società, ma sotto il punto di vista del rendimento in campionato e del rapporto con le compagne e con la squadra mi sono trovata molto bene. Oggi credo che i problemi del calcio femminile sotto l’aspetto economico siano stati risolti dall’ingresso delle società professionistiche”.

I ricordi di Bardolino?

Era un bel paesino, trascorrevamo molto tempo al lago. C’era serenità, anche con la gente del posto che era molto cordiale e ci aveva prese a cuore. Ricordo poi con grande piacere la convivenza con le compagne: a Bardolino ero moltissimo tempo con Michela Greco, con cui mi sono trovata benissimo e con cui ancora oggi sono in contatto e ci vediamo. È fra le compagne a cui sono ancora legata, anche perché è capitato di ritrovarne alcune nel percorso da calciatrice in altre società. Purtroppo il tempo ti fa perdere l’amicizia con altre, ma la cosa più bella è mantenere i rapporti anche a distanza di anni“.

È vero che giocavi a pallavolo?

È vero, ho giocato a pallavolo e poi ho scelto il calcio. A me non piaceva tanto correre (ride, ndr) e così poi sono finita a fare il portiere. È stato un caso, perché io all’inizio ero attaccante ma un giorno, durante una partita con il Gravina, siamo rimaste senza portiere e, dato che avevo giocato a pallavolo, ho alzato la mano e ho detto che mi ci sarei messa io fra i pali. Quel giorno mi hanno vista fare una parata sotto l’incrocio dei pali e da lì ho iniziato a giocare in porta“.

Una lunga carriera in Serie A?

“L’esperienza di tanti anni alla Reggiana è stata veramente bella, prima con Anna Mega che mi ha voluta lì e poi con Milena Bertolini che mi ha riconfermata e con cui è nata una stima reciproca. Ripeto, una bellissima esperienza e con le ragazze ho sempre avuto un bel rapporto. La Lazio è stata casa, talvolta con alcuni contrasti, ma è stata casa. Sono stata diversi anni anche lì, facendo campionati straordinari: ricordo in particolare la salvezza l’ultimo anno, con la partita contro il Brescia all’ultima giornata. Abbiamo ottenuto la permanenza facendo quelle partite che ti vengono una volta l’anno, dove non sai perché ma pari di tutto. Torres infine è stata l’esperienza più bella, ho fatto la Champions League per la prima volta, ho trovato delle bellissime persone e delle grandissime calciatrici come Bartoli, Galli, Giugliano, Piacezzi, Esposito ecc… Ho vissuto in casa con alcune di loro, abbiamo avuto anche un cane spettacolare, Cocco. Eravamo in cinque in casa, con il nostro cane, eravamo una famiglia. Poi c’erano le altre: Betta Tona, Giorgia Motta, Giulia Domenichetti e le straniere, ci siamo trovate molto bene. In quel momento di difficoltà economica ci siamo aiutate fra di noi e con il mister, è stato bello”.

La Pink Bari?

L’anno dopo la Torres ho scelto di andare a Bari, lì ho avuto la sfortuna di farmi male e non è stato facile, ho avuto una frattura scomposta del mignolo della mano e ho cercato di recuperare il prima possibile ma è stato uno stop abbastanza lungo. È stata una stagione veramente difficile e un anno particolare a livello personale e familiare, quindi non sono riuscita a legare molto nemmeno con la società e me ne dispiaccio ancora oggi. Bardolino e Bari sono state forse le esperienze più difficili della mia carriera, ma è rimasto più rapporto con la Pink, anche se magari non sento più nessuno di loro ma le seguo sempre a tutte le partite. Questo significa che qualcosa mi è rimasto dentro. La cosa che più mi è dispiaciuto di quell’anno alla Pink è stata, ovviamente, la retrocessione, mi sentivo male a stare fuori per l’infortunio e quando sono rientrato ho cercato di fare tutto il possibile, alcune volte sbagliando“.

La crescita mediatica sulla Serie A Femminile e il Mondiale giocato da molte ex compagne?

“Seguo ancora la Serie A, penso che la crescita a livello mediatico si avverta molto, mentre a livello calcistico credo ci sia ancora molto da lavorare ma il ritmo di gioco si è alzato. Il divario tra le prime e le ultime è ancora grandissimo. Il Mondiale della Nazionale l’ho vissuto con enorme soddisfazione, visto il rapporto che mi lega a molte ragazze e a Milena Bertolini, con un po’ di sano rammarico perché magari avresti voluto esserci. Ho fatto il tifo ed ero contentissima. Bertolini era un’allenatrice che mostrava una marcia in più già alla Reggiana, perché ha giocato a calcio, conosce l’ambiente, consiglia molto le calciatrici e ti ascolta qualsiasi problema ci sia, prima o dopo l’allenamento. A me ha dato tanto”.

Giorgia Motta, Antonella Formisano, Veronica Brutti, Sara Mella e Laura Perin, tutte ex compagne nella tua carriera?

Le ricordo tutte con grandissimo piacere, da Giorgia alla Torres a Veronica Brutti alla Reggiana, poi ho un bellissimo ricordo di Antonella, oggi DS del Verona, una bellissima persona. Laura Perin e Sara Mella le ho avute al Pordenone, anche lì in Serie A. È stata una bella esperienza anche quella, loro erano molto molto giovani all’epoca e noi, più esperte, cercavamo di sostenerle nel miglior modo possibile“.

Un pronostico per sabato?

Proverò a guardare la partita, fra impegni lavorativi vari. Per come mi sono trovata alla Pink, la mia ultima esperienza in A, tiferò Bari!“.